LE MADONNELLE DI ROMA

7 ago

Madonnella – Presso Chiesa Nuova – Assisi
Fotografia di Maria da Penha Freitas

Poco tempo fa ho visto per la decima volta, alla TV, il film “Sob o sol da Toscana”. Non so che nome ha in italiano né in inglese. Non ne importa. Mi ricordo di piccole scene nelle qualle un uomo vecchio con un mazzolin di fiori in mano si avvicinava di un piccolo altare nel muro presso la strada e lo posava ai piedi della Madonna che si trovava lì. Era un rituale ripetuto ogni giorno  davanti gli occhi della ragazza americana che non capiva nulla: né la lingua né la vita in Italia.

Quell’uomo ripeteva un gesto chissà dai tempi medievali: portare fiori e benedire la Vergine, esprimere la sua gratitudine e invocare la protezione della Madonna per sé, per i suoi, per la strada, per il suo paese…

L’altare che ho fotografato ad Assisi riceve fiori (guardate i vasi ancora vuoti), candele e preghiere di tutti quelli che, come quell’uomo, credono e amano la Madonna.

L’Italia è un paese cattolico e Roma, ieri capitale del maggior Impero di tutti i tempi, è sin del IV secolo sede universale della Chiesa Cattolica e oggi Benedetto XVI, il papa tedesco, è capo dello Stato Vaticano, un piccolo  paese straniero dentro la città.

In tutta l’Italia e particolarmente a Roma,  incontriamo un forte rapporto tra la religiosità e l’arte. In molti angoli delle strade ci sono questi piccoli altarini consacrati a Gesù, ai santi, alla Sacra Famiglia o alla Madonna, sono le Edicole sacre. Come la maggior parte è dedicata alla Vergine, da sola o con suo figliolo, ricevono il bel nome di “Madonnelle”.

Ad Assisi ho potuto fotografare quest’altra piccola meraviglia molto vicina alla Basilica del Santo, il Poverello d’Assisi:

Madonnella – Assisi
Fotografia di Maria da Penha Freitas

In www.ilmiolazio.it ho trovato il seguente testo e le due fotografie messe qui sotto che cominciano a darci  una buona idea di questo rapporto:

LE MADONNELE DI ROMA

“Sono oltre quattrocentonovanta sparse per tutta Roma e trovarle a colpo d’occhio è un’impresa: sono le cosiddette Madonnelle, piccole nicchie sui muri, in cima ad un palazzo, in un angolo, tra vicoli, lungo strade, meglio definite tecnicamente come edicole sacre dedicate alla Vergine Maria. Sono moltissime, dove meno te lo aspetti, alcune subissate (cheias) da ex voto, in memoria di una preghiera esaudita, o di un grande miracolo e di un dettagliato segreto custodito nell’anima.

Roma – La Sacra Famiglia a via dei Coronari

“… andiamo verso Piazza Navona, ma sostiamo prima in Via della Posta Vecchia e, su di un palazzo color vermiglio sotto ad un lume, c’è una piccola Madonna col Bambino, deliziosa. Infine entriamo nella Piazza che fu lo Stadio Domiziano, dando le spalle alla Fontana dei Quattro Fiumi, in direzione via Agonale e, su di un palazzo color ocra, come un quadro esposto tra due finestre con le persiane marroni, eccola: un’altra Madonnella alla quale rivolgere un ultimo sguardo incantato.”

Madonnella vicina a Piazza Navona

La Madonnella di Trevi

Anch’io ho trovato la mia Madonnella in un luogo quasi insospettabile, presso la Fontana di Trevi. Oggi mi domando quante persone che visitano la Fontana vedono questo gioiello. Turisti vanno lì per fotografare e fotografarsi davanti la Fontana, gettare la sua monetina per speranza o per scherzo o prendere un gelato fianco a fianco la Madonnella (come ho fatto io con la mia amica… c’è vicino una gelateria affollata perché il gelato è molto squisito).

Per vedere le Madonnelle bisogna alzare la testa e gli occhi. Guardare molte volte  in su come se cercasse il cielo perché sono sopra le finestre o negli angoli delle vie, dei viccoli, dei vecchi palazzi. E ci sono sempre tante cose da vedere a Roma, che dimentichiamo tante e tante altre. Non le vediamo. A volte né sappiamo che esistono. E quando le guardiamo sparse qua e la non sappiamo  perché esistono.

La Madonnella di Fontana di Trevi
Fotografia di Maria da Penha Freitas

Secondo http://www.romasegreta.it: “Nella piazza  si trova una delle più famose “Madonnelle” di Roma, ovvero quelle bellissime edicole mariane sparse lungo le strade che sono una preziosa testimonianza di una tradizionale fede popolare. La loro origine si ricollega alla religione romana antica dalla quale il Cristianesimo ha tratto spunto: piccoli tempietti o “aediculae” venivano infatti eretti agli incroci delle vie o nei crocicchi (cruzamentos, encruzilhadas) di campagna in onore dei Lares Compitales, le divinità che proteggevano i viandanti. Durante il Medioevo, nel Rinascimento e più ancora dopo la Controriforma, le edicole mariane si diffusero in tutti gli angoli della città, tanto che nel più ampio catalogo che di esse fu redatto (quello di Alessandro Rufini della metà dell’Ottocento) ne erano elencate ben 1421. Questa di piazza di Trevi  è posizionata così in basso da non poter passare inosservata. La Vergine dipinta sul muro (scarsamente visibile, in verità, a causa del vetro che la riveste) è circondata da una raggiera di stucco stellata, due angeli poggianti su un piedistallo sostengono una ghirlanda. È presente anche il baldacchino ed il solito lampioncino con eleganti volute in ferro battuto. Proprio perché espressione di arte popolare, l’autore, come per la maggior parte delle “Madonnelle”, è anonimo, probabilmente un umile artigiano: solo raramente sono state eseguite da qualche artista più rinomato.”

E questa: si può dire che è una Edicola sacra? Chi la dipinse sui muri di un’antico palazzo romano?

Piccola nicchia tra il Campidoglio e ‘l’Altare della Patria
Fotografia di Maria da Penha Freitas

L’origine delle Madonnelle

L’uso delle Edicole sacre all’esterno dei palazzi, agli angoli, alle vie viene dal costume degli antichi romani di costruire piccoli altare pubblici dedicati ai lares compitales, cioè le divinità tutelari pagane che proteggevano gli incroci.

Nel sito www.vicariatusurbis.org  troviamo un bel testo di Sergio Gittarelli:

“Le Madonnelle di Roma, da secoli veri simboli della devozione popolare, osservano discrete i viandanti affannati e distratti.

“Espressione di un’arte minore, racchiudono un significato che altre opere, ancorchè sacre e preziose, raramente potranno eprimere: “un rapporto diretto e quotidiano con la fede”.

“A differenza delle opere custodite nelle Chiese, l’Edicola Sacra è il simbolo che, uscendo dai tradizionali luoghi di culto, si pone là dove la vita del popolo, dei fedeli (e non) si svolge, quasi a volerne condividere la quotidianità e quindi proteggerlo, benedirlo, comprenderlo e perdonarlo della sua umana debolezza.

“Presenti in gran numero agli angoli o sulle facciate dei palazzi, nelle piazze e lungo i vicoli, da sempre veri corridoi di quel museo stupendo e interminabile che è Roma, le Madonnelle sono la testimonianza dei sentimenti di fede del popolo romano.

“A dispetto del tempo e dell’incuria, sono la testimonianza di una devozione ancora viva, espressa giornalmente con un fiore o un lume sempre acceso e, storicamente, da una corona di ex voto o da una targa commemorativa a ricordo di eventi di per sè miracolosi avvenuti in epoche lontane o recenti.

“Tutto con una semplicità che riesce a coniugare misticità e umanità, in una visione che induce, anche il passante più frettoloso che dovesse alzare lo sguardo, ad un attimo fuggente di riflessione.”

Alcune delle Madonnelle di Roma

(…) “Dipinte ad affresco o sulla tela, scolpite in rilievo sul marmo o sulla terracotta, realizzate con la tecnica del mosaico,  rappresentano l’espressione popolare della devozione verso la Madonna  che, in alcuni casi, ha dato luogo a vere e proprie opere d’arte.  Inoltre, queste, rischiaravano con i loro lumi votivi la notte  del viandante che si avventurava in una Roma completamente buia.” (www.photoroma.com)

Ci sono Madonnelle in gran quantità  nei ventuno rioni di Roma. In questi siti potete vederne quasi tutte, con  la sua storia e curiosità, anche in piccoli filmati su youtube. Vale la pena dare un’occhiata:

http://www.vicariatusurbis.org/edicolesacre/default2.htm

http://www.photoroma.com/madonnelle.php

http://roma.andreapollett.com/S2/romac13i.htm

In youtube.com:

http://www.youtube.com/watch?v=v7GTr7oeQGs

Le tre prossimo sono un po’ lunghi e ci presentano oltre le madonnelle croci, statue di altri santi della devozione popolare italiana, come Gesù, San Antonio e Prete Pio:

http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=VmvcrRDpaG0&NR=1

http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=YZ1DfDVP1_A

http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=OOzuX-TbrGg

Leggiamo parte del testo di Aldo Maria Calandra – Le “Madonnelle di Roma” (in www.exlalialcollelasalle.it) che ci racconta qualche prodigio avvenuto con alcune Madonnelle:

“… Altra cosa è stata invece la scoperta delle “edicole sacre” fatta a Roma dove questa espressione di arte religiosa è molto diffusa, specie negli antichi quartieri centrali e storici della Capitale. La curiosità ha portato ad approfondire origine e storia della manifestazione di questa pietà popolare che, qui a Roma, si può vedere quasi ad ogni angolo di strada. Il risultato è stato sorprendente perché addentrandoci tra le vie e i vicoli di Roma, quasi ad ogni passo, alzando la testa, siamo subito attratti da queste “Madonnelle” sospese o incastonate sui muri delle case, con il loro lampione o lumicino per lo più sempre acceso; che mettono in risalto lo specialissimo clima religioso della città e fanno emergere il carattere di Roma immersa nella sua fede, pur popolare, pur ingenua, ma fresca e spesso prorompente, dove ‘lo spirito – scrisse Ernesto Renan – è visibile ad ogni passo: nelle botteghe (mercati), persino nelle bettole (osteria, povero ristorante), nei luoghi pubblici, ovunque trovate la Madonna col suo seguito di quadri, di statue, di luci. In cima ad ogni casa un segno di religione e spesso di dignità: ad ogni angolo di muro, pitture sempre di forte espressione, anche se popolari’.

“Un tempo le lucette davanti alle edicole erano mantenute accese dagli abitanti della finestra più vicina e fissate alla meno peggio, ed erano l’unica illuminazione notturna della città che con grande spettacolo suggestivo rischiaravano il volto della Madonna. Forse oggi abbiamo fatto l’occhio a questi piccoli altari fioriti, sospesi su in alto, e, a causa della frenetica vita che ci prende e ci trascina, non consideriamo certe iscrizioni che narrano avvenimenti straordinari avvenuti appunto in quelle sacre immagini, talune chiuse e sottovetro, tal’altre incorniciate da marmi o stucchi artisticamente lavorati.

“Da queste “edicole sacre” traspare tanta storia; storie di fatti miracolosi che accomuna le straordinarie vicende di duelli, di sacrilegi, di santi, di grazie concesse ai peccatori.

“Indubbiamente il significato delle “Madonnelle” è soprattutto religioso; è la testimonianza di una profonda pietà di un popolo. Furono proprio queste immagini mariane che diedero luogo nel 1796 a una sequela di prodigi. Alcune “Madonnelle” mossero gli occhi e versarono lacrime, tanto che, per tutto il mese di luglio e agosto, l’autorità ecclesiastica istituì dei processi di accertamento.

“Questi prodigi furono una premonizione ai romani di quanto sarebbe successo, a breve a Roma, con l’occupazione napoleonica. Da allora il culto delle “Madonnelle” si rafforzò e divenne l’emblema della resistenza dei romani contro l’invasione francese. Le truppe di Napoleone, poco inclinati alle devozioni, distrussero molte edicole ‘Una di esse – scrive il Cecchelli – rappresentante la Madonna della Pietà, situata sulla bottega del mercante Montanari, sulla strada che da Piazza Colonna conduce a Montecitorio, fu perfino luridamente (disgustosamente)  imbrattata (sporca). Anco in pieno giorno vennero scagliati dei sassi ad un’altra immagine sulla via del Corso, mentre si davano le disposizioni per rimuoverla’ ”.

In tutte le regione e le città, dal Nord al Sud, il popolo italiano – i più vecchi –  mantiene la sua fede e ci dà tantissimi esempi d’amore alla sua religione. Quest’amore si presenta come pittura, scultura, piccole o suntuose chiese. Si presenta come necessità di affermare che i simboli cattolici fanno parte del suo quotidiano come  il grano che raccoglie della terra per fare il pane.

Pittura sulla parete – Lago di Orta
Fotografia di Maria da Penha Freitas

E un’altra volta a Roma:

Madonnella della Piazza Navona – in http://www.romaspqr.it

Leggete le parole de Aldo Maria Calandra (op.cit):

“Ai tempi d’oggi, la pioggia, il vento, il sole, l’incuria hanno continuato a erodere questi attestati di
devozione popolare e spirituale della città di Roma (non conosco la situazione di Venezia), e hanno ridato lentamente alle strade quell’ “anonimato” tipico degli agglomerati moderni, cancellando dalle mura le vecchie edicole. Quelle rimaste, però, basta guardarle per capire quanto sia grande la manifestazione e la testimonianza di fede diretta dell’animo del popolo e come la loro presenza sia un invito alla meditazione e alla preghiera. Ancora oggi, sotto l’edicola sacra presso Porta Latina, incisa su marmo, vi è la preghiera:

O voi devoti che – de qui passate

Un – pater e una ave-maria diciate

Per le anime che sono – da questo mondo passate”.

Provate de conoscere un po’ di questa cultura, i suoi vari rapporti, l’intenzione di ogni atto, la disposizione d’anima verso un fine: mantenere inttata la voce italiana dentro il proprio paese. Essere sempre un’Italia unita e unica, ma ancora attuare fortemente come membro degno di rispetto e considerazione nell’Unione Europea.

E quando andate in Italia, guardate bene tutto ciò che potete: ogni angolo, ogni strada, ogni casa.

Ci scoprirete sempre più ragioni per ritornare altre volte.

Arrivederci.

Un abbraccio a tutti voi.

Penha

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2 Respostas para “LE MADONNELLE DI ROMA”

  1. sergio fevereiro 10, 2013 às 6:34 pm #

    Per chi può essere interessato, ho scoperto che una piccola casa editrice romana ha da poco dato inizio ad una serie di libri proprio sulle “madonnelle”: ho avuto modo di leggerli, e devo dire che sono piuttosto ben fatti, con tantisime foto a colori e con una bella grafica. Se volete saperne di più, trovate i libri della serie a questa pagina:
    http://www.mmcedizioni.it/it/catalogo-libri/catalogo-per-autori/maria-cristina-martini.html

    • coseditalia fevereiro 21, 2013 às 12:37 pm #

      Le ringrazio l’informazione e la lettura di questo nostro piccolo lavoro. Un abbraccio dal Brasile.

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