LA PENISOLA E L’ACQUA: UN RAPPORTO D’AMORE

26 jul

Piazza della Repubblica – Fontana delle Naiadi
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Potete dirmi: “Conosciamo questa piazza. Hai già parlato della Fontana delle Naiadi. Sì, é molto bella, e allora…?”

Però quello che ci interessa oggi non è la fontana, ma quei mattoni rossi indietro: sono le Terme di Diocleziano  e una delle sue porte che è oggi l’entrata della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Oggi gli uomini d’affari discutono economia e finanze ai ristoranti, davanti un bel piatto di pasta e di un bicchiere di vino. Oppure vanno al bar a prendere un aperitivo o una tazzina di caffè. Vero?

Roma e le città romane imperiali non avevano i bar, (sebbene l’archeologia ha incontrato negli scavi di Pompei, per esempio, rovine di antichi “bar” o una cosa simile) e gli uomini, dopo una giornata affaticante cercavano un luogo per rilassare, per chiaccherare con gli amici, parlare dei gladiatori più famose e delle sue vittorie o sconfitte, parlare delle donne, parlare anche degli avvenimenti più recenti o parlare male dei politici – in quel caso l’imperatore e i suoi generali – come facciamo anche noi, insomma parlare del più e del meno…

Dove andavano a rilassare, senza la moglie, per dimenticare i problemi?

Alle terme, alle piscine o ai bagni pubblici: “Relax for men”, ma anche per le donne che avevano tempo e denaro per pagare chi le faceva la casalinga…

In Wikipedia troviamo il testo: “Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l’antica Roma, a partire dal II secolo a. C. Alle terme poteva avere accesso quasi chiunque, anche i più poveri, in quanto in molti stabilimenti l’entrata era gratuita o quasi.

Le terme erano un luogo di socializzazione, di sviluppo di attività vive per uomini e donne che facevano il bagno completamente nudi, ovviamente in spazi separati.”

Sì? Crediamo…

Olio su tela di Lawrence Alma-Tadema (1836-1912)
Fotografo ignoto – in Wikipedia

Matrone romane alle terme di Caracalla, nell’antica Roma.

Secondo Wikipedia: “Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute. Al riscaldamento dell’ acqua provvedevano i focolari che diffondevano aria calda dagli ipocausti, gli spazi sottostanti alle pavimentazioni sospese  dei vani da riscaldare.

Veri e propri monumenti o addirittura piccole città all’interno della città stessa, esistevano due classi di terme, una più povera destinata alla plebe, e una più fastosa destinata ai patrizi.

Lo sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze, con all’interno una vasca di acqua fredda, la sala del frigidario, solitamente circolare e con copertura a cupola e acqua a temperatura bassa, seguita all’esterno dal calidario, generalmente rivolto a mezzogiorno, con bacini di acqua calda. Tra il frigidario e il calidario vi era probabilmente una stanza mantenuta a temperatura moderata, il tepidario, stanza adiacente al calidario in cui veniva creato un raffreddamento artificiale. Assieme al calidario veniva usata quella che ai nostri giorni viene chiamata la sauna finlandese, ovvero il passaggio repentino dal caldo al freddo e viceversa.

Attorno a questi spazi principali, si sviluppavano gli spazi accessori: l’apodyterium (uno spazio non riscaldato), la sauna, la sala di pulizia, la palestra. All’interno delle terme più sontuose  si poteva trovare spazio anche per piccoli teatri, biblioteche, sale di studio e addirittura negozi.”

In www.benessere.com troviamo:

“Le Terme nell’antica Roma

Già nell’antica Grecia il bagno assunse un carattere sociale. Il ginnasio greco era composto da una palestra, da un bagno e da un’esedra (pórtico circular) dove i filosofi dissertavano con i loro discepoli. Dopo intensi esercizi fisici nella palestra i giovani facevano un’abluzione di acqua calda, raggiunta una piena distensione dopo la fatica fisica, passavano nella esedra per ricevere l’educazione dello spirito.

Le terme romane trassero la loro origine dalla fusione del ginnasio greco con il bagno a vapore egizio.

L’Egitto in effetti, già dai tempi di Tolomeo, raggiunse il livello di conoscenze tecniche necessario per realizzare tali opere, come dimostrano dei reperti archeologici nel delta del Nilo formati da due locali circolari, chiaro precedente del laconium romano.

Già 200 anni prima che Agrippa creasse le prime terme pubbliche nel 25 a.C., il bagni (balneum) erano molto frequentati dai romani; in seguito gli imperatori romani fecero a gara per superare i loro predecessori con Terme sempre più grandiose: in particolare Nerone nel 65 d.C., Tito nell’81 d.C., Domiziano nel 95 d.C., Commodo nel 185 d.C., Caracalla nel 217 d.C., Diocleziano nel 302 d.C. e Costantino nel 315 d.C.. Per assicurare la loro popolarità, le tariffe di ingresso alle terme venivano tenute molto basse, se non gratuite. Terme sorsero ovunque nell’impero, dalle sabbie del deserto alle Alpi; alcune Terme erano tanto grandi da poter contenere 6000 persone.

I rituali potevano variare da provincia a provincia a secondo dei costumi locali, tuttavia il concetto generale era il medesimo: si trattava di un centro ricreativo polifunzionale. La maggior parte delle terme includeva centri sportivi, piscine, parchi, librerie, piccoli teatri per ascoltare poesia e musica e una grande sala per le feste, una città nella città. Si trovavano anche ristoranti e locande per dormire o …passare alcune ore in “piacevole” compagnia.

Ogni centro termale offriva attrazioni specifiche: un paesaggio particolare, una magnifica libreria, un centro sportivo di alto livello, anche se l’attrazione principale rimanevano sempre i bagni. Durante l’ultimo periodo cristiano dell’impero fu proibito recarsi alle terme la domenica o nelle feste, mentre prima raramente venivano chiuse. Talvolta uomini e donne prendevano i bagni insieme, ma tale usanza variava da periodo a periodo e da zona a zona: a Pompei ad esempio uomini e donne prendevano i bagni separatamente.

Un pomeriggio alle terme

I cittadini romani terminavano il lavoro nelle prime ore del pomeriggio e si recavano alle terme, che aprivano a mezzogiorno, prima del pasto principale.

  • Un tipico ciclo iniziava con ginnastica in palestra, o attività sportiva in un campo esterno, dove si svolgevano giochi anche utilizzando piccole palle in cuoio, o gare di lotta.
  • Successivamente ci si recava ai bagni attraverso tre stanze, partendo da quella con l’acqua più tiepida fino a quella con l’acqua più calda.
  • Si entrava nel tepidarium, la stanza più grande e lussuosa delle terme: qui si rimaneva un’ora e ci si ungeva con oli.
  • Poi si andava nel calidarium. Si trattava di stanze più piccole, generalmente costruite sui lati della sala da bagno principale.
  • Infine ci si recava nel laconicum , la stanza finale più calda, riscaldata con aria secca ad altissima temperatura.
  • Dopo la pulizia del corpo e i massaggi, si faceva una nuotata nella piscina del frigidarium.

Successivamente, ristorati e profumati, ci si recava nella altre aree delle terme dove si poteva leggere o partecipare ad altre attività o assistere ad attrazioni.

Le strutture

Grandi acquedotti, di cui restano notevoli rovine in tutto il mondo romano, alimentavano le terme. Il calore era uniformemente distribuito attraverso muri cavi e pavimenti sovrapposti a vespaio (porão ventilado), in cui circolava aria calda.

L’abbandono

In tarda epoca cristiana, forse per l’eccessivo costo di manutenzione, forse per i mutati costumi che tendevano a non accentrare nelle terme gran parte della vita sociale, le terme vennero via via abbandonate. La distruzione degli acquedotti da parte dei barbari ne interruppe poi definitivamente l’uso.”

Terme di Roma Antica

La costruzione degli acquedotti ha permesso portare l’acqua a tutta Roma e agli edifici pubblici più usati dal popolo in quei tempi: le terme, sorti in varie parti della città a partire dall’epoca di Augusto e in gran parte restate in attività fino al VI secolo epoca in cui cessarono di funzionare.

Ne abbiamo piccoli resti delle più vecchie

1 – Terme di Agrippa

Inaugurate nel Campo Marzio nel 12 a. C. ad opera di Marco Vipsanio Agrippa e alimentate dall’Acqua Vergine, sono il primo edificio termale pubblico della città, inserite nel rinnovamento urbanistico della zona in epoca augustea. Lo Stagnum Agrippae, uno specchio d’acqua ricavato dalla regolarizzazione del bacino naturale della palus Caprae, doveva svolgere le funzioni di natatio (piscina per il nuoto) per le terme.

2 – Terme Neroniane o Alessandrine

Costruite nel Campo Marzio da Nerone nel 62, furono ricostruite da Alessandro Severonel 227 o 229 alimentate dall’Acqua Alessandrina. Secondo la testimonianza di Sidonio Apollinare erano ancora in uso nel V secolo.

3 – Terme di Tito

Costruite da Tito sulle pendici dell’Esquilino nell’80 d.C., forse riadattamento ad uso pubblico dei bagni privati della Domus Aurea neroniana. Le fonti ne menzionano un restauro nel 238. Sono le prime terme a Roma dove sia sicuramente documentata la nuova tipologia “imperiale”, dotata di frigidarium e, soprattutto, con gli ambienti disposti simmetricamente e in maniera scenografica attorno a un asse principale.

4 – Terme di Traiano

Costruite in parte sui resti della Domus aurea nei pressi delle terme di Tito, dopo un incendio del 104 e inaugurate nel 109.

Terme di Traiano – Francesco Gasparetti
in Wikipedia

5 – Terme Surane

Edificate in età traianea ad opera di Lucio Licinio Sura, generale e amico di Traiano e parzialmente raffigurate nella Forma Urbis Severiana sull’Aventino. Restaurate da Gordiano III dovevano ancora essere in funzione nel IV secolo.

6 – Terme Eleniane

Collocate nei pressi dell’Anfiteatro castrense furono edificate probabilmente in età severiana e alimentate da una diramazione dell’Acqua Alessandrina. Restaurate da Elena, madre di Costantino I dopo un incendio nel 323-326, i resti furono distrutti sotto Sisto V per l’apertura della via Felice.

7 – Terme Commodiane

Di incerta collocazione nell’ambito della I regione augustea di Porta Capena, furono costruite da Marco Aurelio Cleandro e dedicate in nome dell’imperatore Commodo nel 183.

8 – Terme di Caracalla

Le Terme di Caracalla o Antoniniane (dal nome della dinastia degli Antonini), costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali di Roma, essendo ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni. Furono volute dall’imperatore Caracalla sull’Aventino, tra il 212 e 217,  in un’area nei pressi del Circo Massimo. Le terme erano grandiose, ma destinate a un uso di massa per il popolino dei vicini quartieri popolari della XII Regio.

Terme di Caracalla – Zavijavah
in Wikipedia

Terme di Caracalla – Palcoscenico
in http://www.operaroma.it

In http://www.operaroma.it troviamo anche il testo: “Da settant’anni è un luogo caro ai romani e ai turisti che riportano a casa tra i loro ricordi più belli le serate con gli spettacoli allestiti nella cornice unica dell’antichità. Era il 1937 quando per la prima volta il Teatro dell’Opera portò la sua stagione estiva alle Terme di Caracalla: come palcoscenico il suggestivo e monumentale complesso archeologico.

Salvo l’interruzione bellica dal 1940 al 1944 e la chiusura dal 1994 al 2000, qui si sono sempre svolte le rappresentazioni di lirica e di danza che ne hanno fatto una delle attrattive più conosciute dal grande pubblico internazionale.

Inizialmente il palcoscenico si trovava in una delle aule situate accanto al Tepidarium, occupava 1500 metri quadrati di superficie, aveva un boccascena di 22 metri e risultò essere il più grande del mondo. La platea ospitava ottomila persone (il successivo spostamento del palcoscenico nell’esedra del Calidarium la ampliò fino a toccare i ventiduemila posti).

Le Terme di Caracalla erano uno dei maggiori complessi termali dell’antichità, forse il più ricco per il fasto delle sue decorazioni, oggi in parte perdute o disperse. Furono fatte costruire interamente dall’imperatore a partire dal 212 dopo Cristo, in un quartiere periferico nella parte meridionale della città. Novemila operai lavorarono cinque anni per sbancare le pendici dell’Aventino e realizzare l’enorme piattaforma quadrangolare di più di trecento metri di lato su cui venne edificato, sopra i sotterranei per i magazzini, i servizi e gli impianti, il grande corpo centrale in opera cementizia con rivestimento di mattoni.

Le Terme funzionarono fino al 537 quando Vitige, re degli Goti, durante l’assedio di Roma, tagliò gli acquedotti. Da allora il complesso fu abbandonato e diventò un cimitero. Gli scavi del ‘500 riportarono in luce statue e gruppi scultorei colossali, per lo più copie di originali ellenistici, che finirono nelle grandi collezioni del tempo come quella Farnese ora al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Alla prima metà dell’800 risalgono la scoperta della palestra e lo stacco di mosaici con atleti e giudici. Da allora continue campagne di scavo, specie a inizio Novecento, hanno contribuito alla conoscenza del monumento, rivelando gli ambienti sotterranei e il mitreo.

Con questo piccolo film potete accompagnare una visita alle Terme di Caracalla. Guardatelo:

http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=J0UHez3dtgM

9 – Terme Deciane

Inaugurate probabilmente nel 250 sull’Aventino dall’imperatore Decio, furono probabilmente restaurate dopo il sacco di Alarico, nel 414. Resti delle terme sono tuttora visibili nel “Casale Torlonia-Borghese”. Dalle terme proviene la statua di un Ercole fanciullo in basalto verde attualmente nei Musei Capitolini.

10 – Terme Aureliane

Costruite dall’imperatore Aurelianao in Trastevere, dopo 270.

11 – Terme di Diocleziano

Terme di Diocleziano
in http://www.archeoroma.it

Terme di Diocleziano
Fotografia di Maria da Penha Freitas

In Wikipedia, troviamo: “Le Terme di Diocleziano (Thermae Diocletiani), le più grandi Terme della Roma antica, furono iniziate nel 298 dall’imperatore Massimiano, nominato Augustus dell’Impero Romano d’Occidente  da Diocleziano, e aperte nel 306, dopo l’abdicazione di entrambi (ambos). Si trovavano tra le attuali Piazza della Repubblica, Piazza dei Cinquecento, via Volturno e  via XX Settembre, in un’ampia area in cui sono ancora conservati cospicui resti.

Terme di Diocleziano – Cortile
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

“Le terme furono costruite per servire i popolosi quartieri del Quirinale, Viminale ed Esquilino (tre dei sette Colli della Roma Antica), e per la loro realizzazione fu smantellato un intero quartiere, con insulae ed edifici privati regolarmente acquistati e con lo sconvolgimento della viabilità preesistente. L’iscrizione dedicatoria, divisa in otto frammenti ed oggi ricomposta nell’aula di ingresso del Museu delle Terme.

Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e il convento dei Certosini

Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Fotografia di Maria da Penha Freitas

Nel 1560 il tepidarium  fu trasformato in chiesa: esisteva in effetti, addossata alle mura antiche, una cappella dedicata agli Angeli e custodita da un monaco. Nel frattempo i Certosini premevano per avere un nuovo convento: Pio IV incaricò MIchelangelo di esaltare la cappella in basilica e di progettare il convento dei Certosini, e nel 1564, la prima costruzione era completata. Nasceva così Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; la dedica ai martiri fu aggiunta in quanto l’agiografia cristiana affermava convintamente che esse erano state costruite da cristiani resi schiavi, e Diocleziano era stato comunque l’imperatore dell’ultima grande persecuzione del 303. La chiesa fu poi fortemente modificata dal Luigi Vanvitelli, che nel 1749 modificò di 90° l’orientamento aprendo l’attuale ingresso nel calidarium.

Altare della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Il convento, espropriato dopo il 1870, divenne nel 1889 la prima sede del Museu Nazionale di antichità romane.

Terme di Diocleziano – Museu Nazionale di Antichità Romane (Cortile)
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

12 – Terme di Costantino

In http://www.ciceronline.it, troviamo: ” Le Terme di Costantino, costruite attorno al 315 d.C. sulle pendici meridionali del Quirinale, occupavano un’area compresa tra le attuali via XXIV Maggio, piazza del Quirinale, via Nazionale e via della Consulta. La natura irregolare del terreno, unita alla grande estensione del complesso, obbligarono i costruttori ad apprestare un’ampia platea artificiale demolendo e interrando numerosi edifici che si trovavano nella zona. Cospicue (notáveis) parti di queste costruzioni precedenti, soprattutto domus del II e III secolo d.C., sono tornate alla luce in vari periodi al di sotto dell’antico piano delle terme. Dalle scarse notizie contenute nelle fonti antiche sappiamo che le terme furono danneggiate da un incendio nel 366, mentre nel 443 furono forse restaurate per l’ultima volta. L’aspetto generale del grande complesso termale è conosciuto, più che dagli scarsi avanzi superstiti, soprattutto da alcuni disegni rinascimentali che ci mostrano un edificio concepito secondo i criteri propri delle grandi terme imperiali. Durante il Medioevo nell’area delle terme furono costruite alcune chiese e numerose case private, tra le quali possiamo ricordare quella di Pomponio Leto, fondatore dell’Accademia Romana e di Bartolomeo Platina, bibliotecario della Vaticana e storico dei papi. All’inizio del XVII secolo la parte meridionale del complesso era ancora in piedi e fu definitivamente demolita in occasione della costruzione del palazzo Rospigliosi. Nel corso degli scavi per le nuove costruzioni furono recuperate numerose statue che ornavano i ricchi ambienti delle terme, tra le quali possiamo ricordare i due Dioscuri della fontana sulla piazza del Quirinale; le statue di Costantino e di Costanzo ora sulla balaustra del Campidoglio; il Costantino di S. Giovanni in Laterano; le statue dei Fiumi del Palazzo Senatorio; il Torso del Belvedere e forse la statua bronzea del Pugilatore in riposo del Museo Nazionale Romano. Oltre a questa nutrita serie di sculture che formavano l’arredo del grande complesso, sono da ricordare anche i preziosi affreschi, in parte recuperati, che decoravano le case interrate al momento della costruzione delle terme.”

La canzone che avete ascoltato nel fimetto su Caracalla, l’ho travata in questo sito. Ascoltatela:

http://italiasempre.com/verpor/alletermedicar2.htm

Per finire, guardate questa scultura che ho fotografato quando, per la prima volta, nel 2000, ho conosciuto, per accidente, le Terme di Diocleziano, uscendo della vicina Stazione Termine di Roma .

Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri – Terme di Diocleziano
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

La scultura ha il suggestivo nome di Meditazione. Dopo aver studiato un po’, pochissimo, la storia dell’antica Roma, cosa troviamo oggi? Rovine, rovine su rovine… Il nostro poeta Paulo Eiró (di Santo Amaro – São Paulo, Brasile) ci ha detto: “L’uomo sogna monumenti, ma solo rovine sparge per la dimora dei venti” (traduzione libera da Prof.ssa Maria da Penha Freitas).

Abbiamo parlato di qualche terma di Roma, ne sono tantissime in tutto il mondo antico conosciuto come Impero Romano. Quando si gira un po’ nelle strade di Roma troviamo in tutti gli angoli rovine di terme, palazzi, “Domus Aurea” degli imperatori, monumenti sparsi, piazze grandiose, fontane, resti di colonne… Troviamo un po’ dappertutto il gusto, la mentalità, gli abitudini da un tempo. Oggi la città è un museo all’aperto dove cittadini e turisti vanno e vengono in cerca del presente e del passato. E incontrano una città che vive e rovine che dormono…

Meditiamo un po’ su questo…

Spero che queste piccole storie vi avete piaciuto.

A presto, carissimi amici.

Un bacio a tutti.

Penha

2 Respostas to “LA PENISOLA E L’ACQUA: UN RAPPORTO D’AMORE”

  1. suely aparecida schraner julho 27, 2012 às 12:42 pm #

    In primo luogo, ho letto solo il “fuguras”. Poi sono andata nella storia. Lezioni magnanima, Penha! Congratulazioni.
    Il “Hopi Hari” dei Romani erano formidabili. Che divertimento, non è vero?
    Le illustrazioni sono molto utili. Le tue foto sono stati grandi.
    Baci

    • coseditalia julho 31, 2012 às 2:15 am #

      Grazie per il tuo commento è stato molto importante per me. Hai ragione: il Hopi Hari di quei tempi erano molto interessanti.

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