IL VATICANO – II

1 out

Il Tevere e la Basilica di San Pietro
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Cari amici,

Tre settimane fa, abbiamo cominciato a parlare dei tesori vaticani: la chiesa, i musei, i palazzi, i giardini…

In quel momento, mi sono persa in mezzo a tante opere d’arte patrimoni dell’umanità e vi ho detto che dovremmo fare un secondo post (chissà un terzo, un quarto…) sul Vaticano.

Per questo, oggi scrivo un nuovo post – Il Vaticano II.

Allora…

Traversiamo un’altra volta la Piazza San Pietro e entriamo, stupefatti, nella spesso descritta come la maggior chiesa cattolica del mondo:  la Papale Arcibasilica Patriarcale Maggiore Arcipretale di San Pietro in Vaticano – questo il suo nome esatto. Semplicemente: Basilica di San Pietro.

Ci troviamo davanti alle porte della Basilica:

1 – la prima porta a sinistra è la Porta della Morte;

2 – la Porta di Bronzo al centro disegnata dal Filarete nel XV secolo ad imitazione di quella del Ghiberti a Firenze, era nell’antica Basilica costantiniana.

3 – La Porta Santa all’estrema destra si apre ogni venticinque anni al principio dell’anno Santo, lo chiamato Giubileo.

Completano il portico altre due porte di età contemporanea: la Porta del Bene e del Male del Minguzzi e la Porta dei Sacramenti del Crocetti.

Queste cinque porte sono già, per se, opere d’arte straordinarie, con i suoi bassi rilievi. Capolavoro di Giacomo Manzù, la Porta della Morte è stata realizzata nel 1964, venne commissionata da Giovanni XXIII e prende questo nome perché da questa porta escono i cortei funebri dei Pontefici.

La Porta Centrale, o Porta del Filarete, fu ordinata da papa Eugenio IV ad Antonio Averulino detto il Filarete e venne eseguita tra il 1439 e il 1445. Era già la porta d’ingresso della basilica costantiniana ed è per questa che ancora oggi noi, i nuovi pellegrini, entriamo nella chiesa dei papi, ad scoprire che loro sono i grandi mecenati dell’arte e degli artisti.

La Porta Santa  fu realizzata in bronzo da Vico Consorti nel 1950 e donata a papa Pio XII. Nelle sedici formelle che la costituiscono si può vedere lo stesso Pio XII e la bolla (bolha) di Bonifacio VIII che indisse il primo Giubileo nel 1300. Sopra la porta si può leggere in latino: “Giovanni Paolo II, Pontefice Massimo, nuovamente aprì e chiuse la porta santa nell’anno del Grande Giubileo dall’incarnazione del Signore 2000 – 2001.”

Non vi sembra strano la Chiesa parlare dell’incarnazione di Gesù? Perché non ha parlato simplecemente la nascita? Misteri del linguaggio o misteri della chiesa?

Seguono ai lati di queste tre porte, a sinistra, la Porta del Bene e del Male, opera di Luciano Minguzzi che vi ha lavorato dal 1970 al 1977 e, a destra la Porta dei Sacramenti, stata realizzata da Venanzo Crocetti e inaugurata da papa Paolo VI il 12 settembre 1965. Sulla porta è rappresentato un angelo che annuncia i sette sacramenti. E voi sapete quali sono?

Prima di entrare per la porta bronzea centrale guardiamo a sinistra nell’atrio e vediamo la Statua di Carlo Magno, il difensore del papa.

Basilica di San Pietro – atrio a sinistra – Scultura di Carlo Magno
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

A destra, la statua di Costantino, primo imperatore detto cristiano, opera del Bernini, il gran architetto di San Pietro:

Statua equestre di Costantino – del Bernini
in google – sculture italiane.com

Entriamo. E non dimentichiamo che siamo dentro una chiesa. La casa di Dio. Dobbiamo il rispetto, il silenzio e tutti i sentimenti di considerazioni che diamo a tutti i luoghi sacri di tutte le religioni, nel mondo.

Perché non profittiamo per fare una preghiera in pensiero e ringraziare l’oportunità unica di entrare nella Basilica di San Pietro? Tempio di fede ma anche del lavoro umano che ha costruito, dipinto, scolpito …

Quelli che sono cattolici possono farsi il segno della croce con acqua benedetta dell’acquasantiera di questi bellissimi angioletti:

Acquasantiera – Basilica di San Pietro – Vaticano
in http://www.romaspqr.it

Però non siamo qui per la salvezza delle nostre anime. Siamo qui con gli occhi e la bocca spalancati a guardare in su e in giù come un bambino a casa della madrina ricca.

Guardare le pareti coperte di marmo, sculture e pitture?

Guardare il tetto magnifico?

O il pavimento di mosaici splendidi?

Basilica di San Pietro
in http://www.vatican.va/

Calmate il vostro cuore.

Cominciamo la nostra visita senza  (molta) fretta.

Guardiamo all’intorno, cercando di non perdere le opere che vanno piano piano rivelandosi nelle  sue nicchie…

Eccola! Quasi a l’entrata: la Pietà di Michelangelo Buonarroti!

“…la navata laterale di destra ha inizio con la cappella della Pietà. In questa zona è visibile il retro della Porta Santa, una parete ricoperta con intonaco. Un tempo questa cappella era dedicata al Crocifisso per la presenza di una scultura lignea con il Cristo morente, inserita sulla croce di marmo ancora visibile sul fondo. Il gruppo scultoreo della Pietà fu eseguito da Michelangelo ancora ventitreenne. Terminata nel 1499, la Pietà apparve subito un capolavoro assoluto, ancor più sorprendente per uno scultore così giovane. Sulla cintura è incisa la firma per esteso, un particolare, come ricordò Benedetto Varchi nell’orazione funebre per l’artista, mai più ripetuto nelle opere successive: MICHAEL ANGELVS BONAROTVS FLORENT(inus) FACIEBAT. Pur essendo uno dei primi lavori, la Pietà testimonia la piena maturazione artistica di Michelangelo, il quale accentuò volutamente la giovinezza della Madonna discostandosi nettamente dalla consueta tradizione figurativa che voleva Maria rappresentata in età avanzata. Così, ella viene ad incarnare il simbolo della vita eterna.”  (in http://www.vatican.va)

“Il 21 maggio 1972, giorno di Pentecoste, un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni, Laszlo Toth – eludendo la sorveglianza – riuscì a colpire con un martello l’opera di Michelangelo per quindici volte in un tempo di pochi secondi, al grido di I Am Jesus Christ, risen from the dead! (“Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!”), prima che fosse afferrato e reso inoffensivo.

La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre. Il restauro venne avviato quasi subito, dopo una fase di studio, e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fu effettuato nei vicini laboratori dei Musei Vaticani, sotto la responsabilità del direttore Deoclecio Redig de Campos e, grazie all’esistenza di numerosi calchi, fu possibile reintegrare l’opera fedelmente, senza rifacimenti arbitrari delle lacune.

L’autore dello sfregio, riconosciuto infermo di mente, fu tenuto in un manicomio italiano per un anno e poi rimpatriato in Australia. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile” (in http://www.it.wikipedia.org) che ci impedisce di fare una buona fotografia, senza le luci dei flash che si riflettono nel vetro.

La Pietà di Michelangelo
Fotografia di Maria da Penha Freitas

Dio! Come è bella!

Passeremmo tutta la giornata davanti la Pietà a guardare il suo bello e giovane volto sofferente, le sue mani che ci presentano il corpo di Gesù, per ricordarci quello che abbiamo fatto al suo figlio…

Sparano flashes delle camere fotografiche dei turisti… La realtà ci richiama…

La Pietà di Michelangelo
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Abbiamo ammirazione… ma non tempo…

Quindi… Non vi fermate. Continuiamo la nostra visita.

Qualche passo in più e siamo arrivati all’Altare papale.

L’Altare con il Baldacchino di Bernini
in http://www.vatican.va

“Chi entra nella Basilica di San Pietro resta impressionato dalle dimensioni dell’edificio: il pavimento di marmo copre una superficie di  due ettari e duecento metri; la navata centrale è lunga centottantasei metri e trentasei centimetri;  (la Cattedrale di Parigi è lunga centotrenta metri e la Cattedrale di New York e lunga soltanto centouno metri!); il baldacchino bronzeo del Bernini è alto trenta metri (quanto un palazzo di dieci piani!);  e le pietre usate per la costruzione della Basilica sono incalcolabili.

“Ma … in verità, nella Basilica di San Pietro c’è una sola “pietra”; anzi, c’è una persona alla quale Gesù ha dato il nome di “pietra”. Attorno a questa “persona-pietra” è nata la Basilica e a questa “persona-pietra” è diretta l’attenzione e la devozione di coloro che entrano nel Tempio.” (in http://www.vatican.va)

In http://www.it.wikipedia.org troviamo qualche informazione sull’Altare in cui soltanto il Sommo Pontefice può celebrare l’Eucaristia.

“Lo spazio sottostante la cupola è segnato dal monumentale Baldacchino di San Pietro, ideato dal genio di Gian Lorenzo Bernini e innalzato tra il 1624 ed il 1633. Realizzato col bronzo prelevato dal Pantheon, è alto quasi 30 metri ed è sorretto da quattro colonne tortili ad imitazione del Tempio di Salomone e del ciborio della vecchia basilica costantiniana, le cui colonne erano state recuperate ed inserite come ornamento nei pilastri della cupola michelangiolesca. Al centro, all’ombra del Baldacchino, avvolto dall’immenso spazio della cupola, sorge l’Altare papale, detto di Clemente VIII, collocato sulla verticale esatta del Sepolcro di San Pietro.

Baldacchino di Bernini (dettaglio) – Altare papale – Vaticano
in http://www.tesoridiroma.net/galleria/san_pietro

Baldacchino di Bernini (dettaglio) – Basilica di San Pietro
in http://www.tesoridiroma.net/galleria/san_pietro/foto/

Lungo i quattro immensi pilastri che circondona l’invaso della cupola si trovano le sculture ordinate da Urbano VIII: sono San Longino (che ci aiuta quando perdiamo qualcosa) di Gian Lorenzo Bernini (1639), Sant’Elena (la madre di Costantino) realizzata da Andrea Bolgi nel 1646, Santa Veronica (secondo la tradizione è la donna che asciugò il volto di Gesù) del 1632 ed appartenente a Francesco Mochi, ed infine Sant’Andrea (fratello di Pietro, anche pescatore) di François Duquesnoy (1640).

E, finalmente, arriviamo alla scultura di San Pietro, nella sua sedia in legno, semplice come il pescatore Simone della Galilea – Patrono di questa chiesa immensa, patrimonio dell’umanità:

Statua bronzea di San Pietro – Basilica Vaticana
Fotografia di Maria da Penha Freitas

Quando sono entrata nella Basilica di San Pietro per la prima volta nel gennaio 1998 la chiesa era piena di pellegrini in fila davanti la statua del santo in cerca di benedizioni. Tutti lo toccavano il piede con la mano destra e poi si facevano il segno della croce.

Questo gesto profondamente religioso si è ripetuto tutte le volte che sono entrata nella Basilica. Povero San Pietro:  la tradizione vuole che sia atto devoto toccare il piede destro della scultura, oggi visibilmente rovinato dall’usura dei pellegrini.

San Pietro e i pellegrini – Città del Vaticano
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Amici, com’è meraviglioso essere in pensione: ho molto più tempo per leggere, per scrivere il nostro blog, per imparare l’italiano e navigare in internet.

Ogni giorno trovo siti interessanti con molte fotografie ed informazioni (e l’Italia diventa ogni volta in più un paese splendido). Oggi, per esempio, cercando un po’ la storia della statua di San Pietro, ho trovato nel sito pilloledi.osasapere.it  questo bel testo scritto da Arial e postet in ottobre, 19, 2011. Leggete:

“La veneratissima statua bronzea di S. Pietro fu fatta realizzare, secondo la tradizione, dal pontefice S. Leone Magno (440-461) dopo l’incontro con Attila (452).

“Si racconta che sia stata fusa riutilizzando il bronzo della statua di Giove Capitolino, il simulacro più sacro per gli antichi Romani, quello che per dieci secoli, dall’alto del Campidoglio, aveva visto i propri protetti diventare signori del mondo. Se così fosse stato, si sarebbe realizzata una di quelle coincidenze da lasciare stupefatti. Ecco che la stessa massa di metallo, dopo essere stata adorata per mille anni in un luogo, cambia disinvoltamente tempio, orizzonte teologico e nome. Ecco che un ammasso di materia resa santa da dieci secoli di incensi e di preghiere, dopo un semplice bagno di fuoco si sposta di pochi passi, e diviene pronta per altri millenni di ininterrotta adorazione.

“Questa la tradizione circa una delle statue più venerate al mondo.

“Probabilmente la statua è invece creazione di un ignoto artista (forse Arnolfo di Cambio) della fine del XIII secolo, derivata da una simile paleocristiana. La statua di S. Pietro reca il segno evidente di una particolare venerazione: il piede destro risulta infatti assai logorato a causa del bacio o del tocco reverente che nel corso dei secoli vi hanno deposto milioni di fedeli.”

 (http://pilloledi.osasapere.it/2011/10/19/la-statua-di-s-pietro-in-vaticano)

Siete già stanchi? Pensate che abbiamo finito la visita?

Non ancora: ci sono molte, moltissime cose da vedere.

Certo, avete ragione: non abbiamo tempo per tutto.

Allora. Vediamo la cupola, prima dall’interno della Basilica:

File:Vatikan Szent Peter kupola.jpg

Interno della Cupola di Michelangelo
Autore: Attila Terbócs – in it.wikipedia.org

Meravigliosa! Stupenda! Bellissima!

Tutti gli aggettivi sono superlativi per descrivere la Cupola di San Pietro. E pensare che Michelangelo prima di andare a Roma, guardò la Cupola di Brunelleschi, a Firenze, e ha detto questa frase, riferendosi alla cupola di San Pietro, che di lì a poco avrebbe iniziato a costruire: «Io farò la sorella, più grande già; ma non più bella.».

Nel sito http://www.vaticanotours.com troviamo queste informazioni sulla Cupola:

“Il progetto della cupola è di Michelangelo, che si occupò della costruzione della Basilica dal 1547 fino alla sua morte nel 1564. A quel tempo la costruzione della cupola era giunta al tamburo (Parte cilindrica o prismatica di alcune cupole, compresa fra gli elementi di base e la calotta, spesso provvista di finestre), con le sue colonne binate che si alternano a finestre con timpani alternati ad arco e triangolari.

“Dopo la scomparsa (morte) di Michelangelo, la direzione della fabbrica di San Pietro passò a Giacomo Della Porta, suo allievo, che completò l’opera in 22 mesi, nel 1590, sotto il pontificato di Sisto V. Per ridurre le spinte laterali, la volta della cupola venne innalzata di circa 7 metri con una struttura a doppia calotta, con un diametro interno di 42,56 metri, con la cupola interna portante, mentre l’esterna, rivestita in lastre di piombo, è realizzata a protezione della prima. La lanterna sulla sua sommità è alta 17 metri ed l’altezza complessiva misurata sulla della croce posta alla sua sommità è di 136 metri.

“Le decorazioni interne in mosaico furono realizzate tra il 1603 e il 1613 per volontà di Clemente VIII su cartoni di Giuseppe Cesari, detto Cavalier d’Arpino, e Giovanni De Vecchi, rappresenta scene del Cristo, degli apostoli ed alcuni busti di papi e santi. Alla base della cupola si trova l’iscrizione in latino che recita: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e a te darò le chiavi del regno dei cieli”. (www.vaticanotours.com)

È sempre molto piacevole guardare questo capolavoro pensato da Michelangelo e finito da Della Porta.

Una veduta della Cupola – o il Cupolone  come la chiamano gli italiani più intimi – quando si entra negli edifici dei Musei Vaticani.

La Cupola di Michelangelo – Città del Vaticano
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Nel 2000 ho passato una settimana a Roma e ho avuto tempo per scoprire un po’ la città. Ho potuto camminare lungo il Tevere e arrivare a San Pietro senza fretta traversando il fiume per uno dei suoi famosi e bellissimi ponti, il Ponte degli Angeli:

Ponte degli Angeli – Tevere
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Ho potuto visitare i Musei Vaticani e guardare i tesori dell’arte e dell’architettura romana. Ho potuto salire alla Cupola e fotografare la Piazza di San Pietro e il suo abbraccio a quelli che vengono al Vaticano:

Piazza San Pietro – veduta dalla Cupola
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Ho potuto ammirare la Cupola di Michelangelo e di tutti gli architetti che hanno lavorato per arricchire la Chiesa monumentale di San Pietro:

La Cupola di San Pietro – Città del Vaticano
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Ho potuto guardare le spalle di qualche scultura della facciata e trovare Gesù con i suoi undici apostoli (non c’è Giuda, il discepolo tormentato che i papi e gli uomini hanno lasciato fuori):

Veduta dalla Cupola – le sculture della Facciata di San Pietro – Gesù e alcuni degli Undici
Fotografia de Maria da Penha Freitas – 2000

Il Cupolone di San Pietro e l’una delle due piccole cupole gemelle
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Ho potuto guardare Roma e i suoi monumenti grandiosi, sotto il cielo blu di agosto:

Veduta dalla Cupola – il Tevere e Roma
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Ho potuto guardare la piccolina Città del Vaticano con i suoi giardini e i suoi palazzi:

I Palazzi Vaticani veduti dalla Caupola
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

Il Governatorato e i giardini vaticani
Fotografia di Maria da Penha Freitas – 2000

I giardini Vaticani e la Fontana dell’Aquila

Che bella veduta dei giardini: una fotografia che ho scattato dalla Cupola nel 2000.

Penso che dobbiamo finire il nostro post di oggi. Ho passato tutta la giornata scrivendo…

Ho l’impressione che dovremmo ritornare, un’altro giorno perché le ricchezze sono tante che non ne abbiamo visto tutte.

La Basilica di San Pietro è piena di opere d’arte. C’è molto, nascosto o no, in ogni angolo, ogni nicchia, ogni disegno nel pavimento, nelle parete o nel tetto. Sono più di mille anni di storia e 262 (se la lista è completa) papi che abbellirono la chiesa, senza contare  il primo – lo stesso Pietro –  e l’ultimo – Benedetto XVI.

Ricordiamo quel povero pescatore galileo che voleva soltanto portare la parola e l’esempio di Gesù agli uomini di buona volontà. Simone, il Pietro, non aveva una chiesa, ma chissà piccole  casine dove insegnava il Vangelo ai primi cristiani della Roma Imperiale sotto Nerone.

Il Vaticano è una città piccola, è vero. È anche un paese, molto piccolo, con vita propria e i suoi abitanti, la maggior parte religiosi di tutto il mondo,  fanno la guardia di un immenso tesoro di marmo e colori, patrimonio dell’umanità.

Per la guardia personale del Papa, c’è la tradizione della Guardia Svizzera Pontificia, cioè un corpo armato fedelmente al servizio del Papato dal 22 gennaio 1506. :

Ritorniamo lungo il Tevere. Lasciamo la Città del Vaticano e andiamo a cercare altri tesori che ci sono a Roma.

Tutta la città è un tesoro da scoprire…

Pittore attivo nella metà del XX secolo, Ponte sul Tevere, Olio su tela; 26×40  http://www.fondazionecarit.it/galleria-p-z

Voi conoscete l’Inno Pontificio o Marcia Pontificale? Autore: il francese Gounod

Ascoltatelo in:

http://www.youtube.com/watch?v=mDV48bsquew&feature=related

Questo è il testo originale in latino composto da Mons. Rafaello Lavagna:

CHORUS

O felix Roma – o Roma nobilis:
Sedes es Petri, qui Romae effudit sanguinem,
Petri cui claves datae
sunt regni caelorum.

Pontifex, Tu successor es Petri;
Pontifex, Tu magister es tuos confirmans fratres;
Pontifex, Tu qui Servus servorum Dei,
hominumque piscator, pastor es gregis,
ligans caelum et terram.

Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.

VOX ACUTA, VOX ALTERA AB ACUTA

Tu Pontifex, firma es petram, et super petram
hanc aedificata est Ecclesia Dei.

VOX MEDIA, VOX GRAVIS

Pontifex, Tu Christi es Vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.

CHORUS

O felix Roma – O Roma nobilis.

E la traduzione in italiano:

CORO

O Roma felice – O Roma nobile:
sede di Pietro, che a Roma sparse il (suo) sangue,
di (quel) Pietro, cui sono state date
le chiavi del regno dei cieli.

Pontefice, Tu sei il successore di Pietro;
Pontefice, Tu sei il maestro che confermi i tuoi fratelli;
Pontefice, Tu il Servo dei servi di Dio,
pescatore di uomini, pastore del gregge,
sei Colui che lega il cielo e la terra.

Pontefice, Tu il Vicario di Cristo sei sulla terra,
roccia tra i marosi, faro nelle tenebre (ai naviganti);
Tu vindice di pace, sei dell’unità il custode,
vigile difensore della libertà, in cui è potestà.

SOPRANI E CONTRALTI

Tu, Pontefice, sei la stabile pietra,
e su questa pietra è edificata la Chiesa di Dio.

TENORI E BASSI

Pontefice, Tu il Vicario di Cristo sei sulla terra,
roccia tra i marosi, faro nelle tenebre;
Tu vindice di pace, sei dell’unità il custode,
vigile difensore della libertà, in cui è potestà.

CORO

O Roma felice – O Roma nobile.

E per finire, ricordiamo questa meravigliosa gita in Vaticano, guardando questo piccolo pps:

http://www.youtube.com/watch?v=i0VLtAnlYfo&feature=related

Spero che vi piaccia queste piccole pillole d’arte e bellezza che troviamo a San Pietro.

Quando andate al Vaticano, ricordateme e mi portate nel vostro pensiero come la semplice professoressa appassionata d’Italia.

Una buona settimana a tutti.

Penha

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